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11 febbraio: giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza

Oggi 11 febbraio si celebra la giornata internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. Questa giornata, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015, ci dà l’occasione per riflettere su quanta strada dobbiamo ancora fare per raggiungere una piena parità. In base ad un articolo pubblicato oggi dal quotidiano La Repubblica di Viola Giannoli in Italia il gender gap pesa ancora moltissimo: nelle discipline STEM (Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) si laurea solo il 16,5 % delle giovani, contro il 37% dei maschi. Tra i professori ordinari delle materie scientifiche 4 su 5 sono uomini. In base ai dati diffusi da Save The Children, tra gli studenti con alto profitto nelle materie scientifiche, solo 1 ragazza su 8 si aspetta di lavorare come ingegnere o in professioni scientifiche, mentre tra i ragazzi il dato sale a 1 su 4.

Eppure le donne hanno contribuito in maniera significativa allo sviluppo scientifico fin dall’antichità. La storia antica offre grandi esempi di donne che hanno lasciato un segno indelebile nel campo della medicina. Traguardi eccezionali, in tal senso, sono stati registrati in diverse culle della civiltà. Nonostante la storia ci offra esempi straordinari di grandi donne-coraggio che osarono sfidare il sesso forte per affermare il loro talento in campo matematico, medico e scientifico, è innegabile che correva più veloce l’altro sapere, quello dell’uomo, che spesso spingeva il sapere femminile entro la sfera della clandestinità o ad accontentarsi di far parte di società erudite che rappresentavano nicchie culturali circoscritte e controllabilissime.

Ora siamo nel XXI secolo. Nel secolo della globalizzazione e dell’innovazione e le donne dovrebbero poter godere di tutti i diritti conquistati in tanti secoli di storia. Eppure meno del 30% delle ricercatrici al mondo sono donne. E solo il 30% delle studentesse in tutto il mondo sceglie un percorso STEM per la propria educazione superiore. Un gender gap che non è limitato solo al mondo reale, ma che si riflette anche sullo schermo: uno studio condotto dal Geena Davis Institute mostra infatti come anche nei film solo il 12% dei personaggi che svolge un lavoro nella scienza sia donna.

Ma, anche se nell’immaginario collettivo lo scienziato è uomo e le materie scientifiche mascoline, nella realtà le donne hanno sempre dimostrato di possedere le stesse identiche abilità degli uomini, perché il talento, la passione e la creatività richieste dalla scienza appartengono alle donne quanto agli uomini. Sicuramente combattere in modo efficace gli stereotipi, il linguaggio, i proverbi e i luoghi comuni sessisti è un passo fondamentale per poter ottenere un cambiamento duraturo, e su questo il nostro impegno è, è sempre stato e continuerà ad essere, costante.

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