SMETTILA DI CAMMINARMI ADDOSSO di Claudia Priano Editore Guanda 2009

Genova. Margherita Malinverni, scrittrice in piena crisi creativa e esistenziale, decide di provare a dare una svolta alla propria vita e va a convivere con Sergio, suo compagno, di professione corrispondente di guerra. Per via del lavoro che svolge, Sergio non c'è quasi, mai quindi Margherita si trova ad affrontare da sola un trasloco impegnativo, i postumi di una grave forma depressiva e le difficoltà di adattamento in un quartiere all'apparenza ostile. Ma grazie alla cugina Irene, all'amico Antonio e ad alcune vicine simpatiche come la ruvida lattaia Renata e l'intellettuale Anita, Margherita riceve il sostegno e l'aiuto necessari. Fino a quando una sera, attraverso le pareti sottili dell'appartamento in cui abita, sente delle grida: la sua vicina Anna - ormai Margherita ne ha la certezza - viene ripetutamente picchiata dal marito. Lottando contro l'omertà e l'indifferenza di molti, avvicinando mondi e realtà diverse dalla sua ma rimanendo sempre fedele a principi di giustizia e di rispetto, Margherita si rivolge alle forze dell'ordine, tende una mano ad Anna e piano, piano, con pazienza, cerca di ricucire uno strappo all'apparenza incolmabile...
Claudia Priano, dopo alcuni fortunati libri per Aliberti e Kowalski, torna con un romanzo importante e coraggioso edito dalla major Guanda. Ci sono innanzitutto le donne, quelle che soffrono, che amano, che si aiutano, si sostengono e alla fine vincono. Donne fragili, come la stessa Margherita, capaci però di trovare la giusta consapevolezza e la forza per lottare contro i dolori di un passato e di un presente talvolta ingombranti. I dati ISTAT relativi al 2007 ci dicono che più di sette milioni di donne hanno subito o subiscono violenze psicologiche (sei milioni circa rimangono vittime di violenze fisiche o sessuali), un microcosmo troppo spesso sommerso – il 90% dei soprusi non è nemmeno denunciato - che la Priano tratteggia con grande umanità e delicatezza. Non c'è spazio per il melodramma, l'affastellarsi degli accadimenti e il popolo numeroso dei protagonisti non permettono che si indulga troppo sulla sofferenza di questo o di quello. Tutti agiscono e reagiscono, persino Sergio, perso tra i sensi di colpa in un paese devastato dalla guerra, persino Irene, caricatura irresistibile ma animo sensibile e sempre pronto ad aiutare il prossimo. Tutti vengono chiamati a saldare i conti con ciò che si sono lasciati alle spalle, destini infelici, spesso incolpevoli, nello scorrere dei quali è difficile separare vittima da carnefice. E si riesce anche a sorridere: la scorrevolezza dello stile, la già apprezzata simpatia dell'autrice, tratteggiano chiaroscuri in cui solo la luce è destinata a trionfare. 
Smettila di camminarmi addosso non può che porre domande, animare dibattiti, generare sconcerto ma rimane una storia in cui ogni donna finirà per ritrovare se stessa e in cui ogni uomo comincerà, forse a capire qualcosa di più.