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San Valentino: è vero amore?

San Valentino: è vero amore?

A San Valentino si celebra in quasi tutto il mondo la festa degli innamorati. Secondo una leggenda San Valentino avrebbe donato una somma di denaro a una fanciulla povera , necessaria come dote per il suo matrimonio, che, senza questi soldi, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza, priva di mezzi e di altro sostegno, al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe dunque creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

Purtroppo ogni giorno possiamo constatare con i nostri occhi quanti casi di “amore malato” sfocino in episodi di violenza sulle donne o, nei casi estremi, in femminicidi. In un articolo di Daniela Uva, apparso su Repubblica qualche anno fa, si parla proprio di Gaslighting, ovvero dell’amore malato, e di come riconoscerlo per potersi difendere.

Purtroppo si parla troppo poco di questa forma di manipolazione mentale, di violenza psicologica, della quale sempre più donne sono vittime. Attraverso critiche quotidiane, battute cattive, offese indirette, malumori e costanti insoddisfazioni il partner dominante costringe l’altro in un rapporto tossico, nel quale difendersi è difficile. Ma qui vi forniamo 10 comportamenti che permettono di identificare un gaslighter

Dubitare di se stesse, delle proprie capacità, al punto da perdere il controllo della propria vita. Da dimenticare autostima e percezione del mondo circostante. Una forma di manipolazione mentale, di violenza psicologica, della quale sempre più donne sono vittime. Di questo fenomeno si parla ancora troppo poco, eppure è più diffuso di quanto si pensi. La trappola scatta quasi sempre all’interno di relazioni o rapporti coniugali malati. Perché caratterizzati da quell’incastro vittima-carnefice nel quale uomini gelosi o ossessionati dal controllo isolano le proprie compagne, rendendole insicure e depresse.

Riconoscere i sintomi non è facile, perché la deriva si raggiunge giorno dopo giorno, in modo subdolo. Attraverso critiche quotidiane, battute cattive, offese indirette, malumori e costanti insoddisfazioni. Comportamenti, questi, che fanno sentire la vittima perennemente in debito, in colpa e dipendente dal proprio carnefice. Riconoscere il potenziale manipolatore è, però, difficilissimo. Si tratta quasi sempre di persone apparentemente normali. Che iniziano la relazione in modo sano. Poi, con il passare del tempo, mostrano la loro reale natura: anaffettiva, egocentrica, non empatica. E imprigionano in partner in un rapporto tossico e malato, nel quale difendersi è difficile. Il manipolatore, noto come narcisista perverso, è una persona dall’acuta cattiveria che impone un amore finto, malsano che imprigiona il partner in una relazione tossica. Un vero e proprio massacro psicologico in cui la vittima si convince di essere inetta e piena di difetti. Ecco perché è fondamentale imparare a identificare i possibili carnefici. Per fuggire prima che l’assuefazione alla violenza psicologica impedisca di prenderne coscienza.

Leggete quindi i dieci comportamenti tipici del potenziale gaslighter.

Menzogne

Normalmente i manipolatori non sono sinceri, ma al proprio partner raccontano continue bugie. Inoltre hanno spesso l’abitudine di accusare la propria vittima di comportamenti o atteggiamenti inesistenti, in modo da metterla in uno stato di costante allerta e di destabilizzarla dal punto di vista psicologico.

Confusione, dubbi e alleanze

I manipolatori sanno benissimo che la confusione genera insicurezza. E così, giorno dopo giorno, destabilizzano il partner in modo da creare un legame indissolubile. Una dipendenza affettiva e psicologica dalla quale è difficilissimo disintossicarsi. Un altro tratto distintivo dei gaslighter è la tendenza a negare sempre, anche di fronte alla più chiara evidenza. In questo modo la propria vittima viene assalita dai dubbi e comincia a dubitare anche della realtà che la circonda.I manipolatori cercano il supporto delle persone esterne alla relazione. E così raccontano bugie relative al partner, in modo da isolarlo sempre di più. La sua fiducia nei confronti del mondo esterno crolla e così la sottomissione e la dipendenza diventano sempre più forti.

Speranze, affetti ed emozioni

Un altro comportamento tipico dei manipolatori è la tendenza a creare false speranze nel partner. Dopo aver assunto comportamenti terribili, spesso comincia a trattare la propria vittima con gentilezza, in modo da indurla a pensare che la situazione possa migliorare. Ma si tratta solo di uno specchio per le allodole. Perché il desiderio di sottomettere e dominare non si placa mai. Nella maggior parte dei casi, il gaslighter cerca di isolare la propria vittima facendo leva sui suoi affetti più cari. Magari criticando il partner davanti ai figli, in modo da sminuirlo e farlo sentire perennemente inadeguato. O parlando male di lui con i parenti più stretti. I manipolatori considerano la sensibilità e le emozioni della propria vittima come negative, come sintomo di debolezza. Per questo tendono a minimizzarle, al punto da far sentire il partner a disagio. Il risultato è la tendenza a reprimere. Sempre.

Errori, follia e depressione

I manipolatori tendono ad accusare la propria vittima di continui errori, spesso inventati. L’obiettivo, anche in questo caso, è destabilizzarla e farla sentire inadeguata. E così, giorno dopo giorno, la paura di sbagliare prende il sopravvento e blocca qualunque iniziativa. I manipolatori, quando non riescono a ottenere ciò che vogliono, possono cercare di convincere la propria vittima di avere problemi di salute mentale. Insomma, possono spingersi fino a farla sentire pazza. Con l’obiettivo di legarla sempre di più e di farle perdere la percezione della realtà. Il gaslighter è un narcisista talmente privo di empatia da riuscire, nei casi più gravi, a far cadere la propria vittima in uno stato di ansia o addirittura di depressione. Senza che questa sia più in grado di chiedere aiuto.

Molti vogliono una storia per sentirsi più sicuri, altri per aumentare la propria autostima, alcuni per non sentirsi soli e per tanti altri svariati motivi. Ma di fondo quello che ci porta a continuare a stare assieme, è perché insieme stiamo proprio bene. Perché abbiamo capito che l’altro porta un valore incommensurabile, unico e prezioso nella nostra esistenza e che non siamo mai stati così felici e serene con un uomo.

Ma se così non è, non è mai troppo tardi per porre fine a un amore malato. Se hai dubbi e vuoi un consiglio noi siamo qui per te. Tutto quello che ci viene detto rimane riservato.

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