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Non uno di più (perché la violenza sulle donne è un problema degli uomini)

Evento per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne 25 novembre 2021

credit: Stefania Spanò /Anarkikka

“Non uno di più.” È questo il titolo che abbiamo voluto dare all’incontro che si terrà il 25 novembre 2021 presso la Sala Maria Ida Viglino del Palazzo Regionale ad Aosta.

Abbiamo scelto questo titolo perché troppo spesso la violenza contro le donne è raffigurata con immagini di donne ferite e sofferenti, come se la figura maschile non facesse parte del quadro.

La violenza contro le donne è un problema degli uomini, e non si risolve soltanto invitando le donne a denunciare e ad andarsene al primo maltrattamento fisico. È fondamentale creare consapevolezza fra le donne, ma è altrettanto fondamentale creare consapevolezza fra gli uomini, smetterla di dipingerli come mostri, quando il più delle volte hanno la faccia del bravo ragazzo che incrociamo ogni giorno.

La violenza contro le donne è un problema culturale e strutturale ed è l’unico crimine che si combatte limitando la libertà le vittime invece di quella dei colpevoli. Ne parleremo ad Aosta, con Roberta Marasco, Anna Ventriglia e Romaine Pernettaz e con la partecipazione della compagnia teatrale Palinodie.

Per accedere all’evento sarà necessario esibire il Greenpass.

Evento organizzato dal Centro Donne contro la violenza di Aosta e il Consiglio Regionale della Valle d’Aosta.

23 Aprile presentazione di “SMETTETELA DI FARCI LA FESTA”, nuovo libro di ANARKIKKA

Il 23 Aprile alle 18:00 verrà presentato il nuovo libro di ANARKIKKA “Smettetela di farci la festa“. L’evento sarà disponibile online sia sulla pagina Facebook sia sul canale YouTube della Libreria Brivio, e sarà moderato da Anna Ventriglia e Francesca Marconi.

Vi presentiamo in anteprima il testo in quarta di copertina:

Smettetela di farci la festa racconta di donne per parlare di società e della cultura in cui ognun* di noi cresce, ingabbiat* in ruoli stereotipati funzionali a quel sistema di potere alla base delle relazioni umane che alimenta discriminazioni, disparità e
violenza. Maschilismo, sessismo, molestie sono riflesso di uno stesso squilibrio che pone gli uomini in posizione di privilegio e le donne in condizione di perenne affanno nella lotta per la parità. Uno
squilibrio che è manifesto nell’educazione che riceviamo, nelle discriminazioni sul lavoro e negli studi, nella differenza di retribuzione, nel linguaggio, nelle violenze di genere, nei femminicidi. Smettetela di farci la festa approfondisce quindi
il tema della violenza e del linguaggio che usiamo nel raccontarla. Linguaggio che si fa complice perché veicola e rafforza una narrazione sbagliata della sopraffazione, che abbiamo tutt* interiorizzato.
Per cui gelosia è attenzione, possesso è amore, delitto è raptus, inteso come risposta “passionale” alla disperazione, al tormento.
Un linguaggio assolutorio, che nell’assolvere il criminale minimizza il crimine, nel relegare alla follia individuale deresponsabilizza una comunità che non fa i conti con la propria identità e i propri valori, con il proprio sistema di significati. Assolve l’uomo e getta ombre sulla donna, sulla vittima, che diventa l’istigatrice del gesto folle,
la responsabile, quella che “se l’è (sempre) cercata”. Quella, che ancora una volta, ha “la colpa” del suo stesso esistere.

L’Italia ratifica la “Convenzione n.190 sulla violenza e molestie sui luoghi di lavoro”

Con la legge n. 4 del 15 gennaio 2021, pubblicata sulla G.U. il 26 gennaio, l’Italia ha ratificato la “Convenzione n.190 sulla violenza e molestie sui luoghi di lavoro” della Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).

Premesse fondamentali sono il riconoscimento che la violenza e le molestie nel mondo del lavoro costituiscono un abuso o una violazione dei diritti umani, rappresentano una minaccia alle pari opportunità e sono inaccettabili e incompatibili con il lavoro dignitoso. Viene riconosciuta l’importanza di una cultura del lavoro basata sul rispetto reciproco e sulla dignità dell’essere umano ai fini della prevenzione della violenza e delle molestie.

Viene inoltre riconosciuto che la violenza e le molestie nel mondo del lavoro hanno ripercussioni sulla salute psicologica, fisica e sessuale, sulla dignità e sull’ambiente familiare e sociale della persona.
La violenza e le molestie influiscono anche sulla qualità dei servizi pubblici e privati e possono impedire che le persone, in particolare le donne, entrino, rimangano e progrediscano nel mercato del lavoro.
Le molestie e la violenza di genere colpiscono sproporzionatamente donne e ragazze e un approccio inclusivo, integrato e in una prospettiva di genere, che intervenga sulle cause all’origine e sui fattori di rischio, inclusi stereotipi di genere, forme di discriminazione multiple e interconnesse e squilibri nei rapporti di potere dovuti al genere, si rivela essenziale per porre fine alla violenza e alle molestie nel mondo del lavoro.

Questa Convenzione vuole proteggere i lavoratori e altri soggetti nel mondo del lavoro, i lavoratori come definiti in base alle pratiche e al diritto nazionale, oltre a persone che lavorino indipendentemente dallo status contrattuale, le persone in formazione, inclusi i tirocinanti e gli apprendisti, i lavoratori licenziati, i volontari, le persone alla ricerca di un impiego e i candidati a un lavoro, e individui che esercitino l’autorità, i doveri e le responsabilità di un datore di lavoro.

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